locomotiva

Le D 343 furono consegnate da Fiat, Breda, OM e Omeca a partire dal 1967 in 75 esemplari divisi in due serie: la serie Fiat, numerata 1001-1040 e la serie Breda, numerata 2001-2035. Rispetto alle D 443 da cui derivano (si differenziano per il vano bagagli e le grate di ventilazione), esse hanno una potenza minore e sono state concepite per servizi leggeri su linee poco impegnative. Il carrello monomotore è identico a quello delle D 443, già brevemente descritto. Le motorizzazioni, come per le precedenti D 443, erano due: un Fiat 218 SSF per la serie 1000 ed un Breda-Paxman 12 JYCL, per la serie 2000. I due motori, entrambi sovralimentati con intercooling, si differenziano, oltre alle caratteristiche più propriamente tecniche, per il numero di cilindri, 8 nel Fiat e 12 nel Breda e per il numero di turbosoffianti, due nel Fiat ed una nel Breda. Quest’ultimo propulsore ha una maggior cilindrata ed ha fatto si che la serie Breda avesse un maggiore sforzo di trazione. Al motore termico è accoppiata una generatrice principale Brown-Boveri CD 803 che fornisce una tensione massima di 880 V in corrente continua. Ad essa sono collegate, tramite cinghie trapezoidali, due dinamo: la dinamo ausiliaria, per la carica delle batterie e la dinamo eccitatrice della generatrice principale (la dinamo eccitatrice serve alla generatrice principale per creare il necessario campo elettrico per poter generare tensione). I motori elettrici di trazione, uno per carrello, sono collegati in parallelo alla generatrice principale ed hanno 4 gradi di indebolimento campo che si inseriscono automaticamente. Il loro raffreddamento è garantito da due elettroventilatori, uno per motore, alimentati direttamente dalla dinamo ausiliaria. I due motori, consentono alla locomotiva una velocità massima di 130 Km/h. Il sistema di regolazione della potenza che interagisce tra i motori di trazione e la generatrice principale, è del tipo Autoload Marelli mentre la regolazione dei giri e la protezione dai sovraccarichi del motore termico è assicurata da un regolatore elettroidraulico Woodward.

Le assegnazioni delle D 343 Fiat sono state Palermo, Catania e Caltanissetta, mentre per le Breda sono state Cagliari, Sulmona, Cremona, Lecco e Roma Smistamento. Durante la loro carriera non hanno mai trainato treni di una certa importanza; hanno lavorato per lo più con locali e merci leggeri. Fanno eccezione le unità siciliane, spesso utilizzate di rinforzo alle D 443 con le pesanti composizioni da e per il nord e nei lunghi treni derrate.

Per via delle elettrificazioni, per la loro età e per il gran numero delle più recenti D 345,  le unità Fiat sono ad oggi tutte fuori servizio ad esclusione di alcune tenute di scorta, mentre le Breda resistono ancora a Cremona, Sulmona e Lecco. Anche per loro, comunque, si profila l’accantonamento. Ritirate dal servizio, molte D 343 Fiat sono state acquistate da ferrovie in concessione come la Sangritana, le FSE e le FNM, svolgendo anche servizi impegnativi.